Nell’ambito della rassegna “Incontri con gli Autori” curata dal Circolo della Stampa, mercoledì 24 ottobre 2007 in un Teatro Sperimentale gremito dalla pesaro bene, Umberto Eco ha presentato in anteprima nazionale “Storie della bruttezza” il suo ultimo libro, edito da Bompiani acquistabile con 35 euro. Dopo i saluti pronunciati da un emozionato Luca Bartolucci, assessore alla cultura del Comune di Pesaro, Umberto Eco ha iniziato il suo intervento sulla storia della bruttezza dicendo che il brutto non va visto come una semplice negazione della bellezza ma come qualcosa di più ricco e complesso, una varietà che non ti aspetti e che ti sorprende. Se ad esempio un naso bello non può essere ne più lungo né più corto di un certo standard, il naso brutto può essere lungo come quello di Pinocchio, bitorzoluto, solo due buchi nel volto, un becco d’aquila, la proboscide di un elefante etc. La bellezza è un criterio d’ordine che rispetta proporzioni e simmetrie mentre la bruttezza è una diversità il cui principio è il disordine in cui ciascuno può fare la propria storia della bruttezza, uno con la bellezza sa già cosa andare a cercare mentre il brutto è del tutto inaspettato e per questo molto più simpatico. Eco si è poi soffermato sulla differenza tra il brutto formale e cioè lo squilibrio delle relazione tra le parti ed il tutto come un volto sdentato ed il brutto artistico ossia il rappresentare bruttamente il bello come ad esempio un brutto dipinto su una veduta di Parigi. In seguito l’incontro è stato vivacizzato dagli interventi di due importi personaggi del panorama culturale italiano, il prof. Omar Calabrese, critico ed esperto della comunicazione ed il prof. Ivano Dionigi, presidente del collegio dei direttori dei dipartimenti dell’Università di Bologna.
Alla fine della presentazione, infilandomi tra coloro che si facevano autografare il libro ho avuto l’opportunità di rivolgere una domanda:
Prof. Eco perché ha scelto Pesaro per la presentazione del suo libro?
Perché sennò Franca Mancini (membro del circolo della stampa di Pesaro nonché amica personale del prof. Eco ndr.) mi ammazzava, inoltre ho una casa di campagna qui a Monte Cerignone e quindi ho amici a Pesaro…sa, poche volte le sarà capitato di avere la verità detta in modo così chiaro.
L’Eco di Pesaro.
marzo 29th, 2008 · No Comments
Tags: personaggi





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