Giovedì 6 marzo, presso l’Audiorium di Palazzo Montani Antaldi di Pesaro, è stato presentato il libro curato da Guido F. Allegretti, “La visita del Cardinale Gennaro Antonio De Simone alla Diocesi di Pesaro”, edito da Walter Stafoggia, 928 pag. per € 35,00. Il Card. Gennaro Antonio De Simone (Benevento 1714 – Terni 1780), nel luglio 1775 fece il suo ingresso nella Diocesi di Pesaro; promotore infaticabile, pastore attento e scrupoloso, il beneventano attraverso la Visita Pastorale, ci consegna con un enorme ricchezza documentaria una conoscenza diretta dell’organizzazione del culto nella Diocesi, delle condizioni di vita delle singole parrocchie, e soprattutto delle condizioni economiche e sociali della popolazione. Furono visitate non solo tutte le parrocchie e le chiese beneficiate semplici, ma anche tutti gli oratori, perfino le cellette, e tutti i luoghi pii, inoltre fu approntato un questionario in 32 punti cui dovevano attenersi sia i visitatori sia i rettori di chiese, sia gli amministratori dei luoghi pii. Abbiamo intervistato il Prof. Marcello Luchetti, studioso del fondo archivistico del Cardinale Gennaro Antonio De Simone da cui è stata tratta la pubblicazione:
Prof. Luchetti da un punto di vista storico che importanza ha avuto il Card. De Simone per la città di Pesaro?
L’opera del cardinale è un opera di approfondita indagine della situazione spirituale e patrimoniale di tutta al Chiesa pesarese, è un documento straordinario perché ha lasciato una testimonianza eccezionale sulla società e sull’economia di Pesaro e del suo territorio diocesano.
Quest’opera è solo specialisti del settore oppure si può consigliare a tutti i lettori?
Questo testo può essere letto benissimo a tutti i livelli, perché se da un lato contiene notizie storiche riservate agli studiosi, dall’altro racchiude tantissime rarità e aspetti aneddotici che possono incuriosire tutti i lettori, ad esempio quali lavori si facevano al tempo, se si viveva meglio nei borghi o in città e tante altre cose, l’unico prerequisito richiesto è avere anche solo un po’ di interesse verso la società pesarese del 1775-79.






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