A Pesaro lunedì 28 gennaio, alle ore 11, nella sala del Consiglio Comunale è stato presentato il progetto “Autori vittime della penna”, iniziativa che intende promuovere la libertà di parola offrendo accoglienza e libertà di espressione agli scrittori e ai giornalisti perseguitati, per aver raccontato verità “scomode”. Abbiamo intervistato Stefania Campanelli, ideatrice del progetto editoriale nonché fondatrice della casa editrice Neftasia
Dott.ssa Campanelli in cosa consiste questo progetto ?
E’ un’area tematica della casa editrice rivolta agli scrittori ed ai giornalisti sottoposti a censura o che si trovano in condizioni di esilio per aver liberamente espresso i propri pensieri. E’ un progetto che difende e protegge la libertà di espressione e di stampa nel mondo, pilastri essenziali di una libera società così come riconosciuto dall’articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti umani. Inoltre tale proposta ha come obiettivo il sostegno e la tutela del perseguitato, attraverso la divulgazione alla stampa, ai rappresentanti politici dei paesi oppressori e alle organizzazioni internazionali umanitarie non governative, dello stato di pericolo in cui versa lo scrittore, quindi non è solo un progetto legato alla pubblicazione di libro ma come piace pensare a me, è la creazione di “oggetto libro” funzionale alla denuncia.
C’è un altro progetto strettamente legato agli “Autori vittime della penna” , quello della” Città rifugio”, cosa ci può dire in proposito ?
E’ un idea che nasce dalla collaborazione della mia casa editrice, la Neftasia, con l’Icorn che è un associazione che sta creando nel mondo una rete di città rifugio, con l’impegno a costituirsi “Città rifugio” l’amministrazione cittadina si assume il compito di creare una struttura intorno allo scrittore per favorirne l’integrazione nel tessuto sociale e culturale della città che lo ospita. E’ un progetto serio che vede coinvolta l’amministrazione pubblica e tante altre istituzioni, siamo ancora in una fase preliminare, ma Pesaro è molto interessata a fare passi concreti in questa direzione, tuttavia per il momento è solo un idea che deve essere sviluppata e concretizzata e che deve raccogliere il favore di tutti.
Quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a creare questo progetto ?
Mi aspettavo questa domanda, le dirò… le mie motivazioni risalgono ad una personale deformazione giurisprudenziale, pensavo di fare l’avvocato e di occuparmi dei diritti umani alla Corte dell’Aia, cose che naturalmente non ho fatto altrimenti non sarei qui, però questa mia passione, legata all’amore per la letteratura e la scrittura, ha trovato una sintesi perfetta in questo progetto.
Parliamo degli autori vittime della penna con Stefania Campanelli
aprile 1st, 2008 · No Comments
Tags: libri · personaggi · sociale





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