Riporto alcune dichiarazioni dell’ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia Ronald P. Spogli all’incontro svoltosi oggi pomeriggio nella Facoltà di Economia dell’Università di Urbino, dal titolo: “Chi ha ucciso il quotidiano? La tecnologia che cambia l’informazione”.
“Non sappiamo se il caro, vecchio giornale, esisterà ancora nel 2157, ma di una cosa possiamo essere certi: l’informazione continuerà a rimbalzare da un capo all’altro del mondo sempre più velocemente, sempre più facilmente e sempre più orientata verso la pluralità”.
“Rispetto al passato – ha evidenziato Spogli – i quotidiani sono solo una delle tante fonti di informazione ed è impensabile che non riflettano l’inarrestabile sviluppo della tecnologia in tutte le forme di comunicazione e trasmissione della notizia. Sta cambiando anche la tipologia di fruitore dell’informazione che, per dirla come Rupert Murdoch, ‘chiede di ricevere informazioni quando le vuole, dove le vuole e come le vuole’. Questo salto tecnologico ha coniato un altro termine, l’interattività: non si tratta più di un passaggio di informazioni tra chi scrive e chi legge ma di un vero e proprio scambio attivo a rapidissimo aggiornamento. Molti dei più importanti quotidiani occidentali hanno una versione on line che permette ai lettori di contribuire a discutere di ogni tipo di tematica attraverso i propri forum e blog”.
“l’informazione on line, specie quella elaborata dagli stessi utenti, non potrà sostituire i giornali tradizionali a breve termine soprattutto in Europa e in Italia, dove Internet è sicuramente utilizzato come mezzo dove trovare informazioni velocemente e altrettanto velocemente incrementare profitti, ma non è ancora un concorrente visto che il cartaceo fornisce ancora quell’ordine e approfondimento di informazione che il digitale per ora ci lancia sotto forma di pillole”.
“Tutto è ormai gestibile attraverso la rete ed il sito internet della nostra ambasciata a Roma ne è una prova: ci avvaliamo di strumenti digitali, ci riuniamo in videoconferenze con gli Stati Uniti praticamente ogni giorno e pubblichiamo settimanalmente interviste esclusive interattive o faccia a faccia con imprenditori di successo, professori e altri personaggi autorevoli della realtà economica e culturale italiana, con domande da parte degli utenti e risposte in tempo reale”.
In Italia, secondo l’ambasciatore, è ancora difficile staccarsi dall’idea dell’èlite giornalistica. “E’ difficile scollegare la figura del giornalista dall’istituzione dell’ordine professionale e quindi accettare che, ormai, fa informazione anche chi non è dotato di tesserino. C’è ancora una vena di sottile repulsione verso questa necessità del giornalista moderno di rendersi il più flessibile possibile. C’è senso di sbigottimento nel vedere i giovani reporter sfrecciare sullo scooter attraverso le grandi città con una piccola videocamera in tasca, e poi tornare di corsa in redazione non solo per scrivere il testo ma anche per montare le immagini, mixare il suono e caricare il pezzo sul web. Ed è proprio questo il giornalista del futuro, una figura eclettica e flessibile in grado di raggiungere, con diversi format e supporti, tutte le fasce di pubblico”.





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