Sabato 14 giugno presso Villa Molaroni, si è tenuto un incontro pubblico organizzato dall’Università dell’Età Libera dal titolo “Aperitivo con l’autore”: Antonio Faeti e Paolo Teobaldi hanno presentato il romanzo “Il pittore di Edimburgo” di Goffredo Pallucchini.
La presentazione, nonostante il tempo variabile, ha richiamato numerosi cittadini che hanno così potuto godersi la splendida conversazione che ha tratto spunto dal romanzo di Pallucchini.
Alla fine della presentazione ho fatto un paio di domande all’autore:
Prof. Pallucchini quali sono state le motivazioni che le hanno fatto scrivere questo libro?
È sempre difficile dire perché si inizia un romanzo, una poesia o un testo letterario. Ricordo un occasione curiosa che mi capitò chiacchierando nel giardino di Faeti, quel giorno infatti sentimmo che un’importante ospedale di Londra, che vive sui diritti del Peter Pan di J. M. Barrie, voleva affidare la scrittura del seguito delle vicende di Peter Pan per poter rimpinguare le casse. Scherzando con Faeti dissi: perché non ci mettiamo noi due a scrivere un nuovo Peter? Quella fu la prima scintilla, poi però quando mi sono messo a scrivere sul progetto, è venuto fuori qualcosa di completamente diverso è sono andato in tutt’altra direzione infatti questo mio libro non è certo un sequel del Peter Pan di Barrie, è un girare intorno ad un mito con grande libertà.
Quali emozioni susciterà nei lettori?
Quello che vorrei che apprezzassero i miei lettori è la lingua e l’abbandonarsi al piacere della lettura. Il testo è anche un tentativo di salvare immagini, momenti letterari che ritengo estremamente importanti. Questa è un epoca che spazza via e cancella parecchie cose quindi poter salvare le immagini con cui sono cresciuto credo sia un aspetto importante.


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