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	<title>Frammenti di Città &#187; libri</title>
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	<description>Eventi e personaggi di Pesaro o di passaggio…</description>
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		<title>Pesaro, itinerari di una città d&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 21:57:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[pesaro arte musei]]></category>

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PESARO – Mercoledì 18 febbraio, presso la biblioteca San Giovanni di Pesaro è stata presentata la guida: “Pesaro, itinerari di una città d&#8217;arte”, edita da Arti grafiche, 90 pagine circa per 12 euro. Una nuova edizione, che ripercorrendo la strada aperta dalla precedente guida scritta dalla stessa autrice ci introduce ai numerosi elementi di novità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-186 alignnone" src="http://francescozingone.it/files/2009/02/03-invito-0502091-300x136.jpg" alt="03-invito-050209" width="300" height="136" /></p>
<p>PESARO – Mercoledì 18 febbraio, presso la biblioteca San Giovanni di Pesaro è stata presentata la guida: “Pesaro, itinerari di una città d&#8217;arte”, edita da Arti grafiche, 90 pagine circa per 12 euro. Una nuova edizione, che ripercorrendo la strada aperta dalla precedente guida scritta dalla stessa autrice ci introduce ai numerosi elementi di novità che caratterizzano Pesaro sempre più come una vera e propria città d&#8217;arte.</p>
<p>La nuova pubblicazione, che ha una veste grafica molto curata, è suddivisa in cinque itinerari che ci descrivono attraverso schede essenziali e rigorose, i Musei Civici, la Biblioteca, il Museo Oliveriano e gli edifici più importanti come il palazzo ducale, rocca Costanza e il santuario della Beata Vergine delle Grazie, ed ancora i monumenti restaurati recentemente come la chiesa dell’Annunziata, la Sinagoga, il palazzo Gradari, e le nuove strutture espositive, come il museo diocesano a palazzo Lazzarini e il museo della marineria “Washington Patrignani” a villa Molaroni.<br />
Citiamo inoltre il cimitero ebraico, del colle San Bartolo, il sito archeologico di Colombarone e tutte le sculture “en plein air”, sparse tra il centro storico, la zona mare e il porto, con l’indicazione dell’autore, del titolo dell’opera e della sua collocazione.<br />
Gentilmente alla fine della presentazione, la relatrice nonché autrice della guida, ci ha concesso una breve intervista: <em>Dott.ssa Tesini quali sono i monumenti o comunque le espresisoni artistiche che ogni pesarese dovrebbe avere visto almeno una volta nella vita?</em> Beh come prima cosa la pala del Bellini ai Musei Civici, poi i Mosaici della Cattedrale, il santuario dei Servi di Maria dove ci sono monumenti molto importanti tra i quali il sarcofago della Beata Michelina del 1356, poi c&#8217;è il coro della chiesa di Sant’Agostino e Villa Imperiale. Questi non si possono proprio perdere. <em>La sua guida è rivolta ai pesaresi  ma ovviamente anche ai turisti, avete pensato ad un&#8217;edizione in lingua?</em> L&#8217;idea c&#8217;é, l&#8217;editore ha pensato di far tradurre la guida in inglese, però non so quando uscirà. <em>Perchè i lettori dovrebbero acquistare la sua guida ? </em>Perchè é un’opera agile, utile al visitatore e al turista, ma anche a chi già conosce la città e la sua straordinaria ricchezza artistica, la si può trovare in tutte le librerie ed anche nelle edicole del centro e del mare.</p>
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		<title>La “felicività” secondo Elisa Bertuccioli</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 22:14:39 +0000</pubDate>
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PESARO – Giovedì 25 settembre a Palazzo Gradari di Pesaro è stato presentato il romanzo di Elisa Bertuccioli &#8216; Felicività &#8216; , Pendragon editore 240 pagine per 15.00 €. Elisa Bertuccioli è nata a Pesaro nel 1979, ha vissuto a Bologna dove si è laureata in Giurisprudenza, ha scritto diversi racconti e alcune sceneggiature e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><a href="http://www.francescozingone.it/wp-content/uploads/2008/10/elisa_bertuccioli1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-162" src="http://www.francescozingone.it/wp-content/uploads/2008/10/elisa_bertuccioli1-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">PESARO – Giovedì 25 settembre a Palazzo Gradari di Pesaro è stato presentato il romanzo di Elisa Bertuccioli &#8216; <em>Felicività</em> &#8216; , Pendragon editore 240 pagine per 15.00 €. Elisa Bertuccioli è nata a Pesaro nel 1979, ha vissuto a Bologna dove si è laureata in Giurisprudenza, ha scritto diversi racconti e alcune sceneggiature e questo è il suo primo romanzo . Un racconto dove personaggi ed eventi della storia vissuta da Giulia si traspongono e si amplificano nel romanzo che la protagonista sta scrivendo, perché la vita e il sogno sono pagine di uno stesso libro. Abbiamo intervistato l&#8217;autrice:</span><span lang="en-GB"><strong> Elisa quali sono state le sensazioni che ti hanno spinta a scrivere questo romanzo?</strong></span><span lang="en-GB"> È stato un percorso personale nato anche da momenti di crisi, uno sfogo personale e anche un modo per recuperare le piccole cose, le cose semplici a cui tengo.</span><span lang="en-GB"><strong> Quando hai capito che si poteva fare?</strong></span><span lang="en-GB"> L&#8217;ho capito molto tempo dopo averlo scritto perchè, anche se in realtà ci ho sempre creduto, la via della pubblicazione mi sembrava veramente difficile per questo ho elaborato l&#8217;idea solo in seguito, ho pensato che in fin dei conti provare a mandarlo a qualche casa editrice non mi avrebbe fatto perdere nulla e così mi è andata bene. Adesso posso dire di essere contenta di averci provato. </span><span lang="en-GB"><strong>Cosa puoi dire ai lettori del tuo romanzo?</strong></span><span lang="en-GB"> Vorrei liberare la parte sognatrice delle persone dalla materialità in cui noi tutti siamo immersi, mi piacerebbe favorire il recupero delle cose che vediamo sotto i nostri occhi e spero proprio che possano interagire con le pagine del libro anche perchè ho scritto alcune parti in seconda persona in cui cerco di stimolare la fantasia. </span><span lang="en-GB"><strong>Sappiamo che stai scrivendo un nuovo romanzo puoi dirci qualcosa?</strong></span><span lang="en-GB"> No.. no del nuovo non parlo! Non solo per scaramanzia ma anche perchè molto spesso si parte in un modo e poi si rivoluziona tutta la trama, comunque vi posso dire che non è un romanzo d&#8217;amore, sarà introspettivo e&#8230; siamo solo all&#8217;inizio. </span></p>
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		<title>Presentato a Pesaro un libro su uno dei padri della fotografia</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 15:57:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giovedì 29 maggio presso la Biblioteca San Giovanni di Pesaro è stato presentato il volume di Roberto Signorini “Alle origini del fotografico. Lettura di The Pencil of Nature (1844–46) di William Henry Fox Talbot (Bologna, CLUEB – Petite Plaisance, 2007)”, 528 pagine per 38 euro. The Pencil of Nature (La matita della natura), pubblicato nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 29 maggio presso la Biblioteca San Giovanni di Pesaro è stato presentato il volume di Roberto Signorini <a href="http://www.editricecrt.it/libri/100-150/111/sin111.html" target="_blank">“Alle origini del fotografico. Lettura di The Pencil of Nature (1844–46) di William Henry Fox Talbot (Bologna, CLUEB – Petite Plaisance, 2007)”</a>, 528 pagine per 38 euro. The Pencil of Nature (La matita della natura), pubblicato nel 1844-46 da uno dei padri della fotografia, l’inglese William Henry Fox Talbot, è considerato il primo libro corredato da fotografie, ma rappresenta anche la prima occasione di riflessione tecnica e teorica sulla fotografia, anticipando questioni che ancora toccano la nostra contemporaneità.</p>
<p>Abbiamo intervistato Marco Andreani, ricercatore dell’Università di Parma nonché collaboratore di Signorini nella stesura di questo testo. <strong>Dott. Andreani qual’è stato lo stimolo che vi ha mossi nella realizzazione di quest’opera?</strong> Il principale è che in Italia non era mai stato tradotto the Pencil of Nature di Talbot e Signorini in questa pubblicazione pone le basi non solo per uno studio approfondito di questo autore, ma fornisce  anche una rilettura estremamente attuale del testo in relazione alle teoria fotografiche degli anni ’70 &#8211; ’80.<br />
<strong>Quali sono gli spunti che potrebbero interessare un lettore anche semplicemente appassionato di fotografia? </strong>La fotografia come nucleo centrale di tutte le opere delle avanguardie storiche nel momento in cui esse ribaltavano le concezioni estetiche tradizionali. Talbot parla continuamente di una nuova arte, intuisce quelle che sono le caratteristiche della fotografia e Signorini nel suo testo evidenzia come le problematiche di oggi, erano quanto meno intraviste già all’epoca della nascita della fotografia.</p>
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		<title>“Adotta l’autore”, ecco gli scrittori del prossimo anno</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 16:32:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono 17 gli scrittori che verranno “adottati” nella prossima edizione del progetto “Adotta l’autore”, i loro nomi sono stati comunicati ai numerosi bambini, genitori e insegnanti presenti alla festa conclusiva della III edizione del “Festival di letteratura per ragazzi”, svoltasi nel vasto giardino della Biblioteca San Giovanni di Pesaro.
Durante l’anno scolastico 2008-2009 gli alunni dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 17 gli scrittori che verranno “adottati” nella prossima edizione del progetto “Adotta l’autore”, i loro nomi sono stati comunicati ai numerosi bambini, genitori e insegnanti presenti alla festa conclusiva della III edizione del “Festival di letteratura per ragazzi”, svoltasi nel vasto giardino della Biblioteca San Giovanni di Pesaro.</p>
<p>Durante l’anno scolastico 2008-2009 gli alunni dai 6 ai 10 anni vivranno, insieme ai loro insegnanti, le storie e le avventure narrate da Stefano Bordiglioni, Nicoletta Costa, Vivian Lamarque, Lia Levi, Emanuela Nava, Guido Quarzo, Giusi Quarenghi, Bruno Tognolini, Anna Vivarelli, Luigi Garlando, mentre gli studenti dagli 11 ai 15 anni si confronteranno con i racconti di Sabina Colloredo, Francesco D’Adamo, Silvana De Mari, Antonio Ferrara, Luigi Garlando, Loredana Frescura, Domenica Luciani, Lia Levi, Alberto Melis.</p>
<p><span id="more-97"></span></p>
<p>Già dai primi di giugno sarà possibile, per insegnanti, genitori, bambini e ragazzi, recarsi all’associazione – libreria “Le Foglie d’Oro” di Pesaro (via Morselli 47/49, tel. 0721/371774)  per prendere visione dei testi di questi autori e, perché no, leggerli durante l’estate in attesa dei nuovi incontri.</p>
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		<title>Presentato a Pesaro il nuovo libro di Riccardo Paolo Uguccioni</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 22:52:03 +0000</pubDate>
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Martedì 29 aprile nella sala del Consiglio comunale di Pesaro è stato presentato, a cura dell’assessorato alla Cultura del Comune di Pesaro, il volume di Riccardo Paolo Uguccioni ”La notte di San Martino. Un’indagine per latrocinio del 1828” edito da  Il lavoro editoriale di Ancona, 95 pagine per 10 euro.
Con una narrazione sorvegliata e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://francescozingone.it/files/2008/04/rpu051.jpg" title="rpu05.jpg"><img src="http://francescozingone.it/files/2008/04/rpu051.jpg" alt="rpu05.jpg" /></a></p>
<p>Martedì 29 aprile nella sala del Consiglio comunale di Pesaro è stato presentato, a cura dell’assessorato alla Cultura del Comune di Pesaro, il volume di Riccardo Paolo Uguccioni <em>”La notte di San Martino. Un’indagine per latrocinio del 1828”</em> edito da  Il lavoro editoriale di Ancona, 95 pagine per 10 euro.</p>
<p>Con una narrazione sorvegliata e accattivante, condotta su una base rigorosamente documentata, la notte di San Martino ci introduce in un mondo “criminale” d’altri tempi. La vicenda narrata nel libro ha inizio l’11 novembre 1828  (festa di San Martino) a Orciano di Pesaro dove viene scoperto un duplice delitto: due possidenti, fratello e sorella, che vivevano soli in casa, in una notte di pioggia vengono uccisi e il loro palazzo saccheggiato. Le forze dell’ordine dello Stato pontificio in poche settimane compiono arresti risolutivi e sedici mesi più tardi tre assassini salgono il patibolo eretto nella stessa piazza su cui si affacciava il palazzo della strage.</p>
<p>Abbiamo intervistato l’autore Riccardo Paolo Uguccioni: <strong><br />
Professore come mai si è appassionato a questa storia realmente accaduta ? </strong>Questa è una storia che mi sono ritrovato in mano qualche anno fa spulciando svariati archivi alla ricerca di informazioni sulla banda Grossi, che tra l’altro è posteriore rispetto questa vicenda di alcuni decenni. Questa storia così bella e terribile mi ha affascinato immediatamente, l’ho tenuta nel cassetto per un po’ di tempo e poi, siccome mi sembrava una storia significativa del periodo, ho cominciato a lavorarci sopra e così ne è uscito questo libro.<br />
<strong>Secondo lei, quali sensazioni proveranno i suoi lettori ? </strong>A mio parere la cosa che più colpirà il lettore è la differenza del sistema di procedure della giustizia del 1828 rispetto a quella attuale. La giustizia pontificia è precisa e veloce però pur cercando con grande impegno e serietà di essere giusta, porta spesso a termine il proprio compito in maniera dura, badando più alle proprie ragioni che a fornire garanzie per l’imputato. Ecco al di là della vicenda io penso che questa sia la cosa che colpirà di più il lettore.</p>
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		<title>Presentato a Pesaro un libro sul disagio psicologico</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 14:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zingo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 1 Aprile alle ore 17.30 presso la Biblioteca San Giovanni di Pesaro è stato presentato il libro &#8220;Forme del delirio e psicopatologia&#8221; di Mario Rossi Monti, psichiatra Ordinario di Psicologia Clinica presso l&#8217;Università degli Studi di Urbino e psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana.  Il volume, Raffaello Cortina Editore 168 pagine per € 19.80, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 1 Aprile alle ore 17.30 presso la Biblioteca San Giovanni di Pesaro è stato presentato il libro &#8220;Forme del delirio e psicopatologia&#8221; di Mario Rossi Monti, psichiatra Ordinario di Psicologia Clinica presso l&#8217;Università degli Studi di Urbino e psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana.  Il volume, Raffaello Cortina Editore 168 pagine per € 19.80, tratta dello stato d&#8217;animo nel quale nasce il delirio, su quali nuove forme assume oggi il delirio e in che modo esso è il prodotto del nostro tempo. Il testo fornisce una serie di risposte che interrogano la natura stessa della condizione umana.</p>
<p>Abbiamo chiesto al Prof. Mario Rossi Monti alcune delucidazioni su fenomeni sociali correlati a problemi psicologici.<br />
<strong>Prof. Monti, sappiamo purtroppo che alcuni giovani si rifugiano nel mondo delle droghe, questo può generare dei problemi da un punto di vista psicologico? </strong><br />
Senz’altro si. Le droghe possono provocare crisi psicopatologiche inoltre è importante sapere che alcune di queste sono irreversibili, mentre nella maggior parte dei casi le crisi indotte da sostanze stupefacenti sono reversibili cioè una persona può superare la crisi e tornare ad un suo normale equilibrio, in alcuni casi si innesca una patologia mentale che non è più possibile recuperare.</p>
<p><strong>Esistono delle strutture che possono aiutare questi giovani a recuperare la propria salute mentale? </strong><br />
Si, anche se la questione dell’uso di sostanze va a toccare un ambito a cavallo tra la dimensione sociale e quella psicopatologica. Si combinano due problemi, quello della dipendenza trattata dal Sert e quello della sofferenza psicologica che fa riferimento ai servizi psichiatrici. Quando ci si trova in questi casi non sempre è possibile trovare una buona integrazione tra questi due servizi perché non si ha una unicità di riferimento.</p>
<p><strong>Le famiglie che hanno un loro congiunto che soffre di disturbi psicopatologici a chi si possono rivolgere, quale consiglio ci può dare? </strong><br />
Per fortuna adesso la situazione è molto cambiata rispetto al passato quando le famiglie venivano considerate la controparte rispetto al trattamento del paziente. Oggi le famiglie tramite associazioni familiari, che sono sempre più diffuse nel territorio nazionale, sono parte diretta della presa in carico di questi pazienti. Esistono associazioni di famiglie che gestiscono assieme ai servizi sociali, strutture comunitarie come case famiglie o residenze e, nei casi più avanzati, c’è la possibilità di far parte di gruppi di familiari che si supportano tra loro per trovare i modi migliori per rapportarsi con il loro congiunto sofferente. Quindi una terapia di relazione anche tra le famiglie? Certo perché la famiglia è quella su cui il peso della malattia mentale grava di più.</p>
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		<title>Economia e società del ‘700 Pesarese</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 18:13:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[religione]]></category>
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Giovedì 6 marzo, presso l&#8217;Audiorium di Palazzo Montani Antaldi di Pesaro, è stato presentato il libro curato da Guido F. Allegretti, “La visita del Cardinale Gennaro Antonio De Simone alla Diocesi di Pesaro”, edito da Walter Stafoggia, 928 pag. per € 35,00.  Il Card. Gennaro Antonio De Simone (Benevento 1714 &#8211; Terni 1780), nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://francescozingone.it/files/2008/04/de-simone-12.jpg" title="de-simone-1.jpg"><img src="http://francescozingone.it/files/2008/04/de-simone-12-150x150.jpg" alt="de-simone-1.jpg" /></a></p>
<p>Giovedì 6 marzo, presso l&#8217;Audiorium di Palazzo Montani Antaldi di Pesaro, è stato presentato il libro curato da Guido F. Allegretti, “La visita del Cardinale Gennaro Antonio De Simone alla Diocesi di Pesaro”, edito da Walter Stafoggia, 928 pag. per € 35,00.  Il Card. Gennaro Antonio De Simone (Benevento 1714 &#8211; Terni 1780), nel luglio 1775 fece il suo ingresso nella Diocesi di Pesaro; promotore infaticabile, pastore attento e scrupoloso, il beneventano attraverso la Visita Pastorale, ci consegna con un enorme ricchezza documentaria una conoscenza diretta dell’organizzazione del culto nella Diocesi, delle condizioni di vita delle singole parrocchie, e soprattutto delle condizioni economiche e sociali della popolazione. Furono visitate non solo tutte le parrocchie e le chiese beneficiate semplici, ma anche tutti gli oratori, perfino le cellette, e tutti i luoghi pii, inoltre fu approntato un questionario in 32 punti cui dovevano attenersi sia i visitatori sia i rettori di chiese, sia gli amministratori dei luoghi pii. Abbiamo intervistato il Prof. Marcello Luchetti, studioso del fondo archivistico del Cardinale Gennaro Antonio De Simone da cui è stata tratta la pubblicazione:<br />
<strong>Prof. Luchetti da un punto di vista storico che importanza ha avuto il Card. De Simone per la città di Pesaro?</strong><br />
L’opera del cardinale è un opera di approfondita indagine della situazione spirituale e patrimoniale di tutta al Chiesa pesarese, è un documento straordinario perché ha lasciato una testimonianza eccezionale sulla società e sull’economia di Pesaro e del suo territorio diocesano.<br />
<strong>Quest’opera è solo specialisti del settore oppure si può consigliare a tutti i lettori? </strong><br />
Questo testo può essere letto benissimo a tutti i livelli, perché se da un lato contiene notizie storiche riservate agli studiosi, dall’altro racchiude tantissime rarità e aspetti aneddotici che possono incuriosire tutti i lettori, ad esempio quali lavori si facevano al tempo, se si viveva meglio nei borghi o in città e tante altre cose, l’unico prerequisito richiesto è avere anche solo un po’ di interesse verso la società pesarese del 1775-79.</p>
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		<title>Presentato a Pesaro il libro sull’inchiesta del pm De Magistris</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 18:08:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla biblioteca San Giovanni, è stato presentato il libro “La società sparente” di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, Neftasia editore 268 pagine per 15 euro. Il volume, la cui prefazione è curata dal prof. Gianni Vattimo e dall’onorevole Angela Napoli membro della commissione parlamentare antimafia, si occupa del binomio politica n’drangheta e documenta i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla biblioteca San Giovanni, è stato presentato il libro “La società sparente” di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, Neftasia editore 268 pagine per 15 euro. Il volume, la cui prefazione è curata dal prof. Gianni Vattimo e dall’onorevole Angela Napoli membro della commissione parlamentare antimafia, si occupa del binomio politica n’drangheta e documenta i fatti di cronaca, le indagini e i reati che hanno recentemente coinvolto la Calabria e alcuni suoi esponenti politici. I giornalisti Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio raccolgono delle testimonianze crude e molto toccanti, tra le quali quella dell’Ing. Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino, svelano le collusioni tra politica e n’drangheta (la struttura criminale più potente al mondo) e ricostruiscono tutti i retroscena dell’inchiesta “Why not” che ha visto coinvolto il pm Luigi De Magistris, partecipe alla presentazione in collegamento audio. Gli autori, rischiando in prima persona nel nome della libertà di informazione, propongono una seria indagine giornalistica che vuole fare chiarezza su rapporti di potere troppo spesso celati anche dagli stessi mass media, è un testo di forte denuncia al servizio della costruzione di una società civile che vuole liberarsi dei centri di potere che operano nell’ombra in maniera illecita, la società calabrese sta sparendo: storie distrutte, cadaveri scomparsi, fughe obbligate, silenzio e clamore, questo scritto è il manifesto politico dei ragazzi calabresi in lotta contro la ’ndrangheta&#8221;, è un invito alla compattezza della società nazionale, in risposta alle ingiustizie subite dai calabresi. Inoltre, in questa seconda edizione, per autocensura, gli autori hanno lasciato due pagine bianche, a significare che dopo minacce, pressioni, intimidazioni e azioni legali ricevute, in Calabria non è consentito parlare. Si deve tacere. Il libro, che fa parte del progetto editoriale “Autori vittime della penna”, è una pubblicazione molto importante, lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ringraziato la casa editrice Neftasia per l’impegno che ha mostrato nel riconoscimento della libertà di espressione di stampa nel mondo.</p>
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		<title>Parliamo degli autori vittime della penna con Stefania Campanelli</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 18:07:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[A Pesaro lunedì 28 gennaio, alle ore 11, nella sala del Consiglio Comunale è stato presentato il progetto “Autori vittime della penna”, iniziativa che intende promuovere la libertà di parola offrendo accoglienza e libertà di espressione agli scrittori e ai giornalisti perseguitati, per aver raccontato verità “scomode”. Abbiamo intervistato Stefania Campanelli, ideatrice del progetto editoriale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Pesaro lunedì 28 gennaio, alle ore 11, nella sala del Consiglio Comunale è stato presentato il progetto “Autori vittime della penna”, iniziativa che intende promuovere la libertà di parola offrendo accoglienza e libertà di espressione agli scrittori e ai giornalisti perseguitati, per aver raccontato verità “scomode”. Abbiamo intervistato Stefania Campanelli, ideatrice del progetto editoriale nonché fondatrice della casa editrice Neftasia<br />
<strong>Dott.ssa Campanelli in cosa consiste questo progetto ?</strong><br />
E’ un’area tematica della casa editrice rivolta agli scrittori ed ai giornalisti sottoposti a censura o che si trovano in condizioni di esilio per aver liberamente espresso i propri pensieri. E’ un progetto che difende e protegge la libertà di espressione e di stampa nel mondo, pilastri essenziali di una libera società così come riconosciuto dall’articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti umani. Inoltre tale proposta ha come obiettivo il sostegno e la tutela del perseguitato, attraverso la divulgazione alla stampa, ai rappresentanti politici dei paesi oppressori e alle organizzazioni internazionali umanitarie non governative, dello stato di pericolo in cui versa lo scrittore, quindi non è solo un progetto legato alla pubblicazione di libro ma come piace pensare a me, è la creazione di “oggetto libro” funzionale alla denuncia.<br />
<strong>C’è un altro progetto strettamente legato agli  “Autori vittime della penna” , quello della” Città rifugio”, cosa ci può dire in proposito ? </strong><br />
E’ un idea che nasce dalla collaborazione della mia casa editrice, la Neftasia, con l’Icorn che è un associazione che sta creando nel mondo una rete di città rifugio, con l’impegno a costituirsi “Città rifugio” l’amministrazione cittadina si assume il compito di creare una struttura intorno allo scrittore per favorirne l’integrazione nel tessuto sociale e culturale della città che lo ospita. E’ un progetto serio che vede coinvolta l’amministrazione pubblica e tante altre istituzioni, siamo ancora in una fase preliminare, ma Pesaro è molto interessata a fare passi concreti in questa direzione, tuttavia per il momento è solo un idea che deve essere sviluppata e concretizzata e che deve raccogliere il favore di tutti.<br />
<strong>Quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a creare questo progetto ?<br />
</strong>Mi aspettavo questa domanda, le dirò… le mie motivazioni risalgono ad una personale deformazione giurisprudenziale, pensavo di fare l’avvocato e di occuparmi dei diritti umani alla Corte dell’Aia, cose che naturalmente non ho fatto altrimenti non sarei qui, però questa mia passione, legata all’amore per la letteratura e la scrittura, ha trovato una sintesi perfetta in questo progetto.</p>
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		<title>Paolo Preti e il manifesto per le piccole imprese</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 18:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zingo</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Giovedì 17 gennaio presso la Sala Adele Bei della Provincia di Pesaro e  Urbino è stato presentato il libro “L’impresa forte. Un manifesto per le piccole imprese”di Paolo Preti e Marina Puricelli. La piccola impresa vista non come incidente di percorso ma come una costante di lungo periodo dell’economia italiana che garantisce sviluppo, espansione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 17 gennaio presso la Sala Adele Bei della Provincia di Pesaro e<span>  </span>Urbino è stato presentato il libro “L’impresa forte. Un manifesto per le piccole imprese”di Paolo Preti e Marina Puricelli. La piccola impresa vista non come incidente di percorso ma come una costante di lungo periodo dell’economia italiana che garantisce sviluppo, espansione e internazionalizzazione e che non si può<span>  </span>(e non conviene) considerarla un vizio da correggere. Abbiamo intervistato l’autore del libro il Professor Paolo Preti, docente di Organizzazione delle piccole e medie imprese all’Università “Bocconi” di Milano, direttore del Master Piccole Medie Imprese dello SDA Bocconi, nonché docente della S.I.D.- Scuola per l’Imprenditorialità e la dirigenza della Confartigianato Imprese di Pesaro e Urbino.<br />
<strong>Prof. Preti perché ha deciso di scrivere un libro sulla realtà delle piccole e medie imprese ? </strong><br />
Perché esse non hanno voce. Troppo spesso si parla di declino del nostro Paese addebitando tale responsabilità alle piccole e medie imprese mentre in realtà, queste stanno da sempre o almeno dal boom economico degli anni ’60 dietro allo sviluppo ed alla crescita del benessere di tutti noi. A mio parere quindi oggi c’è bisogno di sostenere e di dare voce a queste piccole e medie imprese nonostante in Italia vi sia un partito abbastanza forte che continui a negare la validità di queste iniziative. <em><br />
</em><strong>Come giudica la realtà pesarese ?<span>  </span></strong><br />
Come molte altre realtà provinciali. Qualche media impresa, soprattutto nel settore del mobile e moltissime piccole imprese, sostanzialmente nulla di diverso rispetto al resto d’Italia. <em><br />
</em><strong>Nell’odierno contesto di globalizzazione le piccole e medie imprese riusciranno ad essere competitive sul mercato mondiale? </strong><br />
Noi con queste piccole e medie imprese siamo diventati gli ottavi al mondo e anche fossimo i noni o i decimi basta ricordarci dove erano i nostri nonni per capire quanto siamo andati avanti. Eravamo un Paese che soffriva di emigrazione ed oggi abbiamo problemi esattamente opposti e tutto questo non è certo merito della grande impresa pubblica, privata o mista e non è certo merito del Sistema Paese come possiamo facilmente evincere anche dalle emergenze apparse in questi giorni. Il merito è dell’imprenditore, di questa figura che ha saputo rischiare in prima persona capitale, energia e tempo e che con idee originali e vincenti ha costruito imprese e posti di lavoro. Questo è avvenuto negli ultimi sessanta anni è non vedo rischi strutturali provenienti dalla globalizzazione, anzi le nostre imprese sono già preparate ad esportare i propri prodotti e servizi in tutto il mondo, è stato così e sarà ancora così.</p>
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