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	<title>Frammenti di Città &#187; storia</title>
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	<description>Eventi e personaggi di Pesaro o di passaggio…</description>
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		<title>Diario di un fante 1915-1918</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 18:02:19 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[storia]]></category>

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In occasione del 90° anniversario della fine della Grande Guerra, martedì 4 novembre nell’auditorium di palazzo Montani, Fabio Caffarena  docente di Storia contemporanea all’università di Genova  ha presentato il diario di Mario Tinti : “In faccia alla morte. Diario di un fante 1915-1918” a cura di Luca Gorgolini, edito da Affinità Elettive al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><a href="http://www.francescozingone.it/wp-content/uploads/2008/11/in-trincea.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-174" src="http://www.francescozingone.it/wp-content/uploads/2008/11/in-trincea.jpg" alt="" width="400" height="351" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In occasione del 90° anniversario della fine della Grande Guerra, martedì 4 novembre nell’auditorium di palazzo Montani, Fabio Caffarena  docente di Storia contemporanea all’università di Genova  ha presentato il diario di Mario Tinti : “<strong>In faccia alla morte. Diario di un fante 1915-1918</strong>” a cura di Luca Gorgolini, edito da Affinità Elettive al prezzo di 16 €.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Esattamente 90 anni fa i nostri giovani tra i 20 e i 28 anni furono costretti a lasciare casa e famiglia per andare “a fare il soldato”. Intruppati con migliaia di altri soldati provenienti da tutte le regioni d&#8217;Italia, senza che li accomunasse neanche la lingua, raggiunsero le località prossime al confine austriaco per trovarsi improvvisamente immersi in un’immane tragedia che costò oltre 600 mila morti e un milione di feriti e invalidi. Con scarponi di cartone e  moschetti che risalivano alle guerre di indipendenza, i soldati erano sorretti solo dalla laboriosità e dalla speranza che tutto potesse concludersi in fretta per potersene tornare a casa. Così il soldato, nei brevi momenti di riposo, nonostante il dialetto e la poca confidenza con la penna riusciva a ravvivare il ricordo del suo legame con la vita scrivendo lettere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p>In quel contesto si colloca il diario di Mario Tinti (1894-1965), calzolaio di San Lorenzo in Campo, che prese parte al conflitto mondiale dai giorni della mobilitazione fino a Caporetto, quando fu fatto prigioniero. Nel suo diario appaiono tutte le ansie e le speranze di chi combatteva al fronte, le pagine riflettono senza reticenza i giorni in trincea sul Carso, i combattimenti, le pause nelle retrovie, la rotta di Caporetto con la fuga di migliaia di civili, e l’angustia della vita in un campo di prigionia.  Questo testo ci mostra la Grande Guerra come fucina di sofferenza ma anche come un enorme “laboratorio di scrittura” dove moltissimi soldati impararono a scrivere.</p>
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		<title>Il Furlo e le sue storie</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 11:11:36 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[ecologia- natura]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Al “Furlo e le sue storie” sono intitolate, non a caso, le due conferenze in programma sabato 7 e 21 giugno nell’Auditorium del Museo del territorio, all’interno della Riserva naturale statale della Gola del Furlo.

Incontri che riporteranno alla memoria antiche storie, fatte di grandi eventi, di battaglie, ma anche di piccoli gesti e quotidianità. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al “Furlo e le sue storie” sono intitolate, non a caso, le due conferenze in programma sabato 7 e 21 giugno nell’Auditorium del Museo del territorio, all’interno della Riserva naturale statale della <a href="http://www.riservagoladelfurlo.it/" target="_blank">Gola del Furlo</a>.</p>
<p><a href="http://www.francescozingone.it/wp-content/uploads/2008/06/furlo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-118" src="http://www.francescozingone.it/wp-content/uploads/2008/06/furlo.jpg" alt="" width="400" height="262" /></a></p>
<p>Incontri che riporteranno alla memoria antiche storie, fatte di grandi eventi, di battaglie, ma anche di piccoli gesti e quotidianità. La storia umana del Furlo, insomma, percorso e visto, per una volta, non solo come custode di straordinarie opere della natura, ma anche come luogo denso di avvenimenti storici e culturali.</p>
<p>I partecipanti saranno letteralmente presi per mano: prima della conferenza affidata agli esperti è, infatti, prevista una passeggiata (ritrovo alle ore 15 al Museo del territorio) lungo i sentieri della Gola del Furlo, accompagnati dalla guide escursionistiche ambientali della Riserva.</p>
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		<title>La raccolta d’antichità Baldassini-Castelli. Itinerario tra Roma, terni e Pesaro</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 15:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zingo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 13 giugno alle ore 18,15 nell’auditorium di palazzo Montani, verrà presentato &#8220;La raccolta d’antichità Baldassini-Castelli. Itinerario tra Roma, terni e Pesaro (Edizioni ETS, Pisa 2007)&#8221;  di Maria Elisa Micheli, Valeria Purcaro e Anna Santucci. Interverrà nell’ambito degli Incontri a palazzo Montani, promossi dalla Società pesarese di studi storici in collaborazione con l’assessorato alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 13 giugno alle ore 18,15 nell’auditorium di palazzo Montani, verrà presentato &#8220;La raccolta d’antichità Baldassini-Castelli. Itinerario tra Roma, terni e Pesaro (Edizioni ETS, Pisa 2007)&#8221;  di Maria Elisa Micheli, Valeria Purcaro e Anna Santucci. Interverrà nell’ambito degli Incontri a palazzo Montani, promossi dalla Società pesarese di studi storici in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del comune di Pesaro e con la Fondazione Cassa di risparmio di Pesaro, il prof. Carlo Gasparri, ordinario di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana presso l’università degli studi “Federico II” di Napoli.</p>
<p>Il volume ripercorre, su basi rigorosamente archivistiche, le vicende della raccolta di antichità Baldassini-Castelli a partire dalla formazione, avvenuta a Roma nel tardo &#8216;500 ad opera di Gabriele Castelli, cameriere segreto di Sisto V, fino alla sistemazione attuale, che è l’esito ottocentesco dell&#8217;inserimento dei pezzi alle pareti della galleria nel piano nobile del palazzo Baldassini – già Del Monte – in Pesaro. Vengono ricostruiti i diversi passaggi di proprietà dei beni in base alla documentazione esistente e attraverso lo studio della fitta trama di rapporti familiari, mentre l&#8217;ultima parte del volume contiene il catalogo con le schede dei singoli pezzi presenti nella raccolta.</p>
<p><span id="more-103"></span></p>
<p>Nel primo capitolo, sulla base di un Inventario di Scolture et Interessi Castelli et altri Mobili, Anna Santucci dà conto delle vicende della famiglia Castelli di Terni fra XVI e XVII secolo, del formarsi e del disperdersi di quella importante raccolta antiquaria; nel secondo capitolo (integrato da un saggio di Mareva Cardone sull’eredita della famiglia Gozze, patrizi di Ragusa, un cui ramo si impianta a Pesaro sul finire del XV secolo) Valeria Purcaro si occupa della famiglia Baldassini Castelli de’ Gozze e del palazzo del Monte in Pesaro  proponendo alcune considerazioni sull’inserimento del palazzo stesso nel tessuto urbanistico romano; nel terzo capitolo, infine, Maria Elisa Micheli studia le antichità Castelli ancor oggi presenti nel palazzo Baldassini di Pesaro (divenuto tale per eredità solo nel 1712) e le commenta inserendole nel contesto culturale della Pesaro settecentesca.</p>
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		<title>Presentato a Pesaro il nuovo libro di Riccardo Paolo Uguccioni</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 22:52:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[
Martedì 29 aprile nella sala del Consiglio comunale di Pesaro è stato presentato, a cura dell’assessorato alla Cultura del Comune di Pesaro, il volume di Riccardo Paolo Uguccioni ”La notte di San Martino. Un’indagine per latrocinio del 1828” edito da  Il lavoro editoriale di Ancona, 95 pagine per 10 euro.
Con una narrazione sorvegliata e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://francescozingone.it/files/2008/04/rpu051.jpg" title="rpu05.jpg"><img src="http://francescozingone.it/files/2008/04/rpu051.jpg" alt="rpu05.jpg" /></a></p>
<p>Martedì 29 aprile nella sala del Consiglio comunale di Pesaro è stato presentato, a cura dell’assessorato alla Cultura del Comune di Pesaro, il volume di Riccardo Paolo Uguccioni <em>”La notte di San Martino. Un’indagine per latrocinio del 1828”</em> edito da  Il lavoro editoriale di Ancona, 95 pagine per 10 euro.</p>
<p>Con una narrazione sorvegliata e accattivante, condotta su una base rigorosamente documentata, la notte di San Martino ci introduce in un mondo “criminale” d’altri tempi. La vicenda narrata nel libro ha inizio l’11 novembre 1828  (festa di San Martino) a Orciano di Pesaro dove viene scoperto un duplice delitto: due possidenti, fratello e sorella, che vivevano soli in casa, in una notte di pioggia vengono uccisi e il loro palazzo saccheggiato. Le forze dell’ordine dello Stato pontificio in poche settimane compiono arresti risolutivi e sedici mesi più tardi tre assassini salgono il patibolo eretto nella stessa piazza su cui si affacciava il palazzo della strage.</p>
<p>Abbiamo intervistato l’autore Riccardo Paolo Uguccioni: <strong><br />
Professore come mai si è appassionato a questa storia realmente accaduta ? </strong>Questa è una storia che mi sono ritrovato in mano qualche anno fa spulciando svariati archivi alla ricerca di informazioni sulla banda Grossi, che tra l’altro è posteriore rispetto questa vicenda di alcuni decenni. Questa storia così bella e terribile mi ha affascinato immediatamente, l’ho tenuta nel cassetto per un po’ di tempo e poi, siccome mi sembrava una storia significativa del periodo, ho cominciato a lavorarci sopra e così ne è uscito questo libro.<br />
<strong>Secondo lei, quali sensazioni proveranno i suoi lettori ? </strong>A mio parere la cosa che più colpirà il lettore è la differenza del sistema di procedure della giustizia del 1828 rispetto a quella attuale. La giustizia pontificia è precisa e veloce però pur cercando con grande impegno e serietà di essere giusta, porta spesso a termine il proprio compito in maniera dura, badando più alle proprie ragioni che a fornire garanzie per l’imputato. Ecco al di là della vicenda io penso che questa sia la cosa che colpirà di più il lettore.</p>
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		<title>La politica di una provincia romana (Pesaro) di duemila anni fa</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 15:22:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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La regio VI dell&#8217;Italia augustea
Domani (19 aprile), alle ore 17.30, nella sala del consiglio provinciale “W.Pierangeli”, nell’ambito della rassegna “Storie locali di duemila anni fa: archeologia e società nella provincia di Pesaro e Urbino”, si terrà una conversazione con il professor Lorenzo Braccesi dal tema “L’edificazione del consenso” evidenziando come i politici di oggi seguano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://francescozingone.it/files/2008/04/umbria1.jpg" title="umbria.jpg"><img src="http://francescozingone.it/files/2008/04/umbria1.jpg" alt="umbria.jpg" /></a><br />
La regio VI dell&#8217;Italia augustea<br />
Domani (19 aprile), alle ore 17.30, nella sala del consiglio provinciale “W.Pierangeli”, nell’ambito della rassegna “Storie locali di duemila anni fa: archeologia e società nella provincia di Pesaro e Urbino”, si terrà una conversazione con il professor Lorenzo Braccesi dal tema “L’edificazione del consenso” evidenziando come i politici di oggi seguano spesso strategie già in uso duemila anni fa. “Questo incontro &#8211; evidenzia l’assessore ai Beni storici, artistici e archeologici della Provincia Paolo Sorcinelli &#8211; ci riportano all’interno della vita di una provincia romana di duemila anni fa, offrendo una lettura a livello locale di vari eventi ed affidandoci alle storie dell’archeologia, di un tempo lontano che ha lasciato tracce non solo per i manufatti, ma perché ha influenzato moltissimo la nostra storia”.  A proposito di questo volevo segnalarvi questa pubblicazione cioè un volume che raccoglie i risultati delle ricerche archeologiche effettuate a Pesaro, a partire dagli scavi del ‘700 fino a quelli più recenti (2003). Su queste basi viene presentata una nuova ricostruzione storica e urbanistica della città romana di Pisaurum, realizzata anche grazie alle più moderne tecniche di indagine e di elaborazione dei dati.<br />
Si profila così l’immagine di una città antica con il suo impianto di strade ortogonali, gli edifici pubblici, le case private con i loro mosaici, la sua vita attraverso i secoli. I nuovi studi qui presentati prendono le mosse da un rinnovato interesse per il patrimonio archeologico pesarese che negli ultimi anni ha visto lavorare insieme Enti e Istituzioni diverse.<br />
<a href="http://www.antequem.it/SStScscheda4.htm">http://www.antequem.it/SStScscheda4.htm</a></p>
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		<title>Economia e società del ‘700 Pesarese</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 18:13:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[religione]]></category>
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Giovedì 6 marzo, presso l&#8217;Audiorium di Palazzo Montani Antaldi di Pesaro, è stato presentato il libro curato da Guido F. Allegretti, “La visita del Cardinale Gennaro Antonio De Simone alla Diocesi di Pesaro”, edito da Walter Stafoggia, 928 pag. per € 35,00.  Il Card. Gennaro Antonio De Simone (Benevento 1714 &#8211; Terni 1780), nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://francescozingone.it/files/2008/04/de-simone-12.jpg" title="de-simone-1.jpg"><img src="http://francescozingone.it/files/2008/04/de-simone-12-150x150.jpg" alt="de-simone-1.jpg" /></a></p>
<p>Giovedì 6 marzo, presso l&#8217;Audiorium di Palazzo Montani Antaldi di Pesaro, è stato presentato il libro curato da Guido F. Allegretti, “La visita del Cardinale Gennaro Antonio De Simone alla Diocesi di Pesaro”, edito da Walter Stafoggia, 928 pag. per € 35,00.  Il Card. Gennaro Antonio De Simone (Benevento 1714 &#8211; Terni 1780), nel luglio 1775 fece il suo ingresso nella Diocesi di Pesaro; promotore infaticabile, pastore attento e scrupoloso, il beneventano attraverso la Visita Pastorale, ci consegna con un enorme ricchezza documentaria una conoscenza diretta dell’organizzazione del culto nella Diocesi, delle condizioni di vita delle singole parrocchie, e soprattutto delle condizioni economiche e sociali della popolazione. Furono visitate non solo tutte le parrocchie e le chiese beneficiate semplici, ma anche tutti gli oratori, perfino le cellette, e tutti i luoghi pii, inoltre fu approntato un questionario in 32 punti cui dovevano attenersi sia i visitatori sia i rettori di chiese, sia gli amministratori dei luoghi pii. Abbiamo intervistato il Prof. Marcello Luchetti, studioso del fondo archivistico del Cardinale Gennaro Antonio De Simone da cui è stata tratta la pubblicazione:<br />
<strong>Prof. Luchetti da un punto di vista storico che importanza ha avuto il Card. De Simone per la città di Pesaro?</strong><br />
L’opera del cardinale è un opera di approfondita indagine della situazione spirituale e patrimoniale di tutta al Chiesa pesarese, è un documento straordinario perché ha lasciato una testimonianza eccezionale sulla società e sull’economia di Pesaro e del suo territorio diocesano.<br />
<strong>Quest’opera è solo specialisti del settore oppure si può consigliare a tutti i lettori? </strong><br />
Questo testo può essere letto benissimo a tutti i livelli, perché se da un lato contiene notizie storiche riservate agli studiosi, dall’altro racchiude tantissime rarità e aspetti aneddotici che possono incuriosire tutti i lettori, ad esempio quali lavori si facevano al tempo, se si viveva meglio nei borghi o in città e tante altre cose, l’unico prerequisito richiesto è avere anche solo un po’ di interesse verso la società pesarese del 1775-79.</p>
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		<title>Pesaro e la linea Gotica: luoghi, testimonianze, documenti</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 23:51:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il progetto “Itinerari della memoria – Pesaro e la linea Gotica: luoghi, testimonianze, documenti” suggerisce un percorso nel ricordo, attraverso i simboli cittadini che legano Pesaro alla seconda guerra mondiale. La memoria di questo terribile evento, vissuta ancora oggi con emozioni contrastanti dai testimoni presenti all’epoca dei fatti necessita di una riscoperta da parte dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto “Itinerari della memoria – Pesaro e la linea Gotica: luoghi, testimonianze, documenti” suggerisce un percorso nel ricordo, attraverso i simboli cittadini che legano Pesaro alla seconda guerra mondiale. La memoria di questo terribile evento, vissuta ancora oggi con emozioni contrastanti dai testimoni presenti all’epoca dei fatti necessita di una riscoperta da parte dei giovani che conoscono poco o nulla degli avvenimenti di cui Pesaro è stata protagonista. Pesaro infatti ha rivestito un importanza rilevante nell’economia del tragico scontro che si è consumato lungo la linea gotica tra le truppe tedesche occupanti e le brigate partigiane pesaresi, la città è stata profondamente segnata da un punto di vista politico, sociale ed urbanistico. La liberazione avvenuta il 2 settembre 1944 è stata segnata da moltissime perdite provocate da combattimenti casa per casa, da bombardamenti e soprattutto dalle mine che hanno distrutto la città totalmente perché dovevano impedire l’accesso alle forze alleate.</p>
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