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	<title>Frammenti di Città &#187; sudamerica</title>
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	<description>Eventi e personaggi di Pesaro o di passaggio…</description>
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		<title>Progetto Redes, l’economia sociale tra Italia ed Argentina.</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 23:45:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il progetto Redes “reti di imprese reti di persone”, messo a punto dal consorzio di cooperative sociali “Fuori Margine” e sostenuto dalla provincia di Pesaro Urbino e dalla regione Marche ha l’obbiettivo di rafforzare il settore delle imprese recuperate in Argentina come fattore di sviluppo locale della zona sud della provincia del gran Buenos Aires. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto Redes “reti di imprese reti di persone”, messo a punto dal consorzio di cooperative sociali “Fuori Margine” e sostenuto dalla provincia di Pesaro Urbino e dalla regione Marche ha l’obbiettivo di rafforzare il settore delle imprese recuperate in Argentina come fattore di sviluppo locale della zona sud della provincia del gran Buenos Aires. Darà lavoro a 460 persone tra giovani e donne, includerà corsi di formazione in gestione delle imprese sociali ed un fondo di credito per l’avvio di nuove piccole imprese sociali con il coinvolgimento delle istituzioni a livello nazionale e locale.<br />
La drammatica recessione economica che ha colpito l’Argentina nel 2001, ha portato oltre il 50% dei cittadini a vivere sotto la soglia della povertà, in questa situazione l’economia sociale ed in particolare l’esperienza delle cooperative e delle imprese recuperate dai lavoratori, rappresenta un alternativa di lotta contro la povertà e l’esclusione, rivelandosi elemento sempre più importante dello sviluppo nazionale e locale.<br />
L’esperienza dell’economia sociale italiana può costituire un punto di riferimento importante per le imprese sociali argentine dal ruolo svolto da stato, enti locali, sindacati, associazioni, imprenditori, intermediari finanziari oltre che dalla cooperazione.<br />
L’ esperienza argentina a sua volta può favorire una maggiore consapevolezza dei cittadini italiani sulle dinamiche socio economiche che sono in atto nel paese sudamericano, creando un ambito di  riflessione sui principi della partecipazione democratica, della solidarietà e della responsabilità sociale.<br />
Questa occasione rappresenta la concreta possibilità per approfondire un percorso di confronto che arricchisca sia l’esperienza italiana che quella argentina, può avviare una collaborazione di lunga durata attraverso la condivisione delle reciproche esperienze e l’individuazione di nuove modalità di partecipazione che favoriscano lo scambio di informazioni per arrivare ad una maggiore capacità di incidenza politica.</p>
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		<title>Il dramma dei desaparecidos, intervista con Vera Vigevani</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 10:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zingo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della settimana della Cultura argentina svoltasi a Pesaro nel maggio scorso mi capitò di intervistare Vera Vigevani Jarach autrice del libro “Il silenzio infranto” nonché cofondratrice dell’associazione Madres de Plaza de Mayo che dal 1977 si riunisce ogni giovedì di fronte al palazzo presidenziale di Buenos Aires per chiedere notizie sulla sorte dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della settimana della Cultura argentina svoltasi a Pesaro nel maggio scorso mi capitò di intervistare <a target="_blank" href="http://www.24marzo.it/index.php?module=pagemaster&amp;PAGE_user_op=view_page&amp;PAGE_id=90" title="informazioni su vera vigevani">Vera Vigevani Jarach</a> autrice del libro “<a target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788871581316/silenzio-infranto-dramma.html" title="per acquistare il libro">Il silenzio infranto</a>” nonché cofondratrice<span> </span>dell’associazione <a target="_blank" href="http://www.madres.org/" title="Madres de Plaza de Mayo">Madres de Plaza de Mayo</a> che dal 1977 si riunisce ogni giovedì di fronte al palazzo presidenziale di <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buenos_Aires" title="wiki di Buenos Aires">Buenos Aires</a> per chiedere notizie sulla sorte dei 30.000 <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Desaparecidos" title="wiki di Desaparecidos">desaparecidos</a> causati dalla <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_sporca" title="repressione argentina">repressione militare argentina dal 1976 al 1983</a>.<br />
<strong>Ovviamente per lei il momento più tragico è stata la scomparsa di sua figlia, ma si aspettava una barbarie simile dal regime golpista ?</strong><br />
Purtroppo ho avuto pochissimo tempo per pensarci perché mia figlia è stata presa quasi immediatamente, il golpe c’è stato il 24 maggio del 1976 ed in giugno hanno preso mia figlia. La paura che potesse accadere qualcosa di grave comunque c’era perché mia figlia che a 18 anni aveva appena finito la scuola secondaria, era una ragazza intelligente ed impegnata, partecipava alle occupazioni scolastiche e faceva parte delle assemblee proibite dal regime, inoltre le mie esperienze di ebrea, vittima delle leggi razziali italiane che mi costrinsero ad abbandonare l’Italia, erano fonte di un ulteriore preoccupazione.<em><br />
</em><strong>Sa quanti italiani sono scomparsi durante il regime ? </strong><em><br />
</em>E’ impossibile sapere una cifra esatta, di sicuro mancano all’appello circa un migliaio di persone anche se credo che purtroppo siamo molte di più perché in principio molta gente non ha fatto le denunce, addirittura alcuni le stanno facendo solo ora.<br />
<strong>Quale fu l’atteggiamento che tenne l’Italia nei confronti delle famiglie dei desaparecidos ?</strong><em><br />
</em>Le denunce dei famigliari non furono ascoltate all’epoca, sia perché i golpisti attuarono una strategia del silenzio cercando di passare inosservati e di farsi notare il meno possibile e sia perché c’erano grandi interessi economici che coinvolgevano tutti i paesi europei e poi vi suggerisco di leggere il libro dove indico chiaramente il comportamento dell’Ambasciata italiana che ci chiuse le porte. Mi rivolsi anche alla collettività ebraica e allo stato di Israele ma è stato esattamente lo stesso.<em><br />
</em><strong>Come mai ha deciso di scrivere questo libro?</strong><em><br />
</em>Ho già scritto altri libri su questa vicenda ma con questo mi sono rivolta direttamente all’Italia.<br />
Per maggiori informazioni <a target="_blank" href="http://www.madresfundadoras.org.ar/" title="Associazione Madres de Plaza de Mayo ">http://www.madresfundadoras.org.ar/</a></p>
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		<title>Simone Bucchi, l&#8217;osservatore pesarese in Nicaragua</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 16:16:36 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[sudamerica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 7 marzo del 2007 presso la sala del consiglio comunale di Pesaro si svolse un incontro con l’associazione di solidarietà sociale “Reciproca” che su richiesta dell’Associazione delle Municipalità del Nicaragua (AMUNIC) inviò quattro osservatori per controllare la regolarità delle elezioni che elessero il candidato sandinista Daniel Ortega. Il lavoro svolto dagli osservatori pesaresi fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 7 marzo del 2007 presso la sala del consiglio comunale di Pesaro si svolse un incontro con l’associazione di solidarietà sociale “Reciproca” che su richiesta dell’Associazione delle Municipalità del Nicaragua (AMUNIC) inviò quattro osservatori per controllare la regolarità delle elezioni che elessero il candidato sandinista Daniel Ortega. Il lavoro svolto dagli osservatori pesaresi fu stato apprezzato e svolse una funzione importante per un paese in cui il riconoscimento del mandato elettorale ai candidati da parte dei cittadini è stato in passato causa di sanguinosi conflitti interni. Quel giorno intervistai Simone Bucchi esponente dell’associazione “Reciproca” nonché osservatore diretto delle elezioni Nicaraguensi.<br />
<strong>Simone hai rilevato irregolarità durante lo svolgimento delle elezioni?</strong><br />
No, le elezioni si sono svolte in maniera complessivamente regolare, questo viene anche confermato dalle relazioni degli altri gruppi di osservazione internazionale, mi riferisco in particolare all&#8217; O.E.A. e agli osservatori U.E.<br />
Questo è stato possibile anche grazie ad un sistema di autocontrollo, infatti ogni giunta elettorale di voto, era composta da almeno un membro rappresentante i 3 partiti maggiori, F.S.L.N, A.L.N. e P.L.C.<br />
<strong>Qual è la condizione reale della popolazione, la povertà è diffusa ?</strong><br />
Naturalmente l&#8217;impatto con il Nicaragua è stato &#8220;forte&#8221;, ma meno “diretto” di quanto ci aspettassimo; troviamo persone aperte alla relazione ed accoglienti, nonostante la maggior parte di loro viva in condizioni difficili.<br />
La storia recente di questo paese è infatti densa di eventi traumatici di natura ambientale e politica che hanno messo a dura prova la popolazione.<br />
Abbiamo sfruttato il tempo a nostra disposizione per capire come la gente vive nel quotidiano, e come affronta le situazioni, tutto questo è stato documentato e ci sarà l&#8217;occasione per discuterne la prossima estate, quando reciproca esporrà, in un momento pubblico tutta la documentazione fotografica realizzata da Francesco Deluca<br />
<strong>Ci sono dei modelli di solidarietà interessanti che riescono ad operare in quella realtà ?</strong><br />
Nell’ultima parte della nostra esperienza abbiamo avuto l’opportunità di visitare alcuni luoghi dove opera la o.n.g. italiana G.V.C. (con la quale Reciproca collabora già da tempo) attraverso progetti di sostegno alla rieducazione di minori in stato di detenzione, alla scolarizzazione e contro lo sfruttamento sessuale dei minori. In questa occasione abbiamo potuto verificare come interventi realizzati con serietà e competenza possano essere determinanti per la popolazione che li riceve e siamo più che mai determinati a non interrompere il percorso intrapreso.</p>
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